100 Anni Grande Guerra
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mercoledì 14 gennaio 2015
giovedì 13 novembre 2014
Conosciamo CARL WARNER e i suoi FOODSCAPES
Ecco qui le delizie di oggi!
Buon lavoro ragazzi e ragazze, non vedo l'ora di ammirare i VOSTRI lavori.
Buon lavoro ragazzi e ragazze, non vedo l'ora di ammirare i VOSTRI lavori.
sabato 13 settembre 2014
domenica 4 maggio 2014
sabato 30 novembre 2013
venerdì 29 novembre 2013
Piet Mondrian
Pieter Cornelis Mondriaan nasce in Olanda il 7 marzo 1872.
Il padre è molto rigido e spinge il figlio a trovare presto un lavoro. A 17 anni Mondriaan è un maestro di disegno, ma la sua passione è tanta che decide di studiare ancora per diventare professore. Sono anni molto duri e per vivere dà lezioni di disegno a ricche signore, disegna batteri per i libri di medicina e riproduce copie di quadri famosi.
Nel 1911 si trasferisce a Parigi e qui comincia per lui una nuova vita e un nuovo modo di fare arte; il primo segnale è il cambio di nome, Piet Mondrian!
A causa di una malattia del padre, e dell'ormai imminente scoppio della prima guerra mondiale, è costretto a ritornare in patria, dove continua però il suo lavoro di semplificazione delle immagini iniziato in Francia. Simbolo della sua ricerca era l'albero che rappresentava il legame tra reale (la terra) e spirituale (lo spazio verso cui tende i rami).
Ritorna in Francia alla fine della guerra; durante il 1920 Mondrian comincia ad utilizzare rigorosamente griglie di righe nere che contornano figure geometriche di colore puro.
Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, Mondrian lascia Parigi e nel 1940 si trasferisce a New York. Lì vive gli anni più felici e sereni della sua vita, sostituisce la riga nera con fasce composte da piccoli rettangoli di colore blu, rosso e giallo.
Il primo febbraio 1944, a 72 anni, muore di polmonite. Sul cavalletto del suo studio rimane incompiuta l'ultima opera "Victory Boogie Woogie".
giovedì 28 novembre 2013
PUNTI, PUNTI, PUNTI
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| autore: Giulia P. |
- Punti grossi, tutti vicini tra loro, di un unico colore;
- punti grossi, tutti vicini tra loro, di tinte diverse;
- punti grandi e piccoli, vicini tra loro, dello stesso colore;
- punti grandi e piccoli, vicini tra loro, di colori diversi;
- punti disposti ordinatamente;
- punti disordinati;
- punti fitti;
- punti radi.
lunedì 28 ottobre 2013
GEORGE PIERRE SEURAT
George Pierre Seurat nacque a Parigi nel 1859. La sua famiglia era benestante, perciò non dovette mai preoccuparsi di guadagnare uno stipendio. Il giovane George era serio, disciplinato, taciturno e riservato; amava trascorrere il suo tempo in solitudine, nelle sale dei musei, di fronte ai capolavori dei grandi artisti, oppure si ritirava in qualche stanza a studiare.
Seurat espose la sua prima opera importante nel 1884, a 25 anni. I pittori, suoi contemporanei, disegnavano all'aria aperta, con la luce naturale, e coglievano vari momenti della realtà. Anche Seurat sceglieva i suoi soggetti nella realtà, ma la maggior parte del lavoro era fatta tra le pareti del suo studio: lì realizzava schizzi e disegni a matita e solo dopo molte prove passava al colore. Pian piano, sulle sue tele, spesso gigantesche, le pennellate diventarono sempre più piccole, fino a trasformarsi in punti di colore puro, abbinati a punti di una tinta contrastante, in modo da aumentare la luminosità dell'immagine.
Questa tecnica si chiama pointillisme, cioè puntinismo, e Seurat ne fu l'inventore. Per elaborare la sua tecnica pittorica, George aveva studiato numerose teorie scientifiche sulla luce e sul colore, perchè voleva riuscire a "catturare" la luce su una tela. Gli piaceva dipingere persone che si rilassavano e si divertivano sulla spiaggia, al circo o sulla riva di un fiume.
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| "Domenica pomeriggio all'isola della Grande Jatte" |
CURIOSITA':
- L'erba nei quadri di Seurat è quasi sempre resa con puntini blu e gialli che, da lontano, sembrano proprio verdi!
- Per dipingere il suo capolavoro, quello dell'immagine sopra, impiegò 2 anni di intenso lavoro; il quadro è lungo 3 metri e alto 2 metri.
UNA BARZELLETTA PER RIDERE
- Perchè Seurat è considerato un bravo pittore?
- Perchè i suoi quadri sono sempre fatti ... a PUNTINO!
domenica 27 ottobre 2013
Di che colore sono i tuoi ricordi d'estate?
mercoledì 1 maggio 2013
ANCORA SU LEONARDO DA VINCI
CLICCA QUI se vuoi fare una visita virtuale al Cenacolo di S. Maria delle Grazie.
Se invece vuoi leggere qualcosa in più sul genio di Leonardo CLICCA QUI.
CLICCA QUI invece se vuoi stupirti nel vedere in azione le macchine di Leonardo.
Leonardo da Vinci e il sale che porta sfortuna
Tutti noi abbiamo sentito, almeno qualche volta, la frase: «Attento a non rovesciare il sale! Porta sfortuna!». L'avete sentita bambini? Ebbene, questa espressione deriva principalmente dal fatto che, in tempi antichi, il sale era molto costoso e comprarlo significava pagarlo molto (da qui, non a caso, deriva anche la parola “salario”, inteso come stipendio o paga). Ma la frase è legata anche a una famosa opera di un un grande pittore, conosciuto in tutto il mondo. Parliamo dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci! Un pittore nato in Toscana, un genio dell'arte e non solo, capace di fare molte cose: dipingeva, disegnava, faceva progetti addirittura per i primi aeroplani della storia (non dobbiamo dimenticare che siamo alla fine del 1400!). La sua fama fu tanto grande da essere chiamato anche da Ludovico il Moro, grande signore di Milano! Qui, nel refettorio (la sala dove mangiavano i religiosi), accanto alla splendida chiesa di Santa Maria delle Grazie, dipinse un’opera incredibile: l’Ultima Cena.
E quale riferimento ha con il sale... ??!! Leonardo rappresenta un momento molto particolare, una storia che ci racconta il Vangelo, quella in cui Gesù, seduto con tutti i suoi Apostoli, dice: «Uno di voi mi tradirà». Ed ecco lo scompiglio generale, tutti si guardano, si fanno domande. Gli Apostoli agitati si chiedono chi mai di loro potrebbe tradire Gesù. In realtà nel tumulto generale, Giuda, proprio l’apostolo che tradirà Gesù, con un gesto della mano, colto pure lui dallo stupore e quasi dalla paura di essere stato scoperto, rovescia la saliera posizionata davanti a lui.
Con questo particolare episodio dipinto da Leonardo, il detto che “rovesciare il sale porti sfortuna” è rimasto per secoli e secoli uno dei modi di dire più diffusi, poiché si associava il gesto a un personaggio cattivo come Giuda.
Ovviamente è solo un modo di dire e, anche se per sbaglio, dovessimo rovesciare il sale non succederebbe nulla di grave!
Maddalena Baldini
Febbraio 2011
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